BREVE INTRODUZIONE SUI TIPI DI CARTA

La carta è un materiale costituito da materie prime fibrose, generalmente vegetali, unite per feltrazione ( processo di unione delle fibre tra loro fino a formare una superficie uniforme: il “foglio”) ed essiccate. A seconda dell’uso a cui è destinata alla carta possono essere aggiunti collanti, cariche minerali, coloranti ed additivi diversi.

Il materiale più comunemente usato è la polpa di legno, solitamente legno tenero come per esempio l’abete o il pioppo, ma si usano anche altre fibre come cotone, lino e canapa.

Inutile dire che la sua enorme produzione ha un forte impatto ambientale.

CARATTERISTICHE

Additivazione

La carta grezza ottenuta pressando la polpa è molto assorbente (è usata appunto come carta assorbente) e non presenta una superficie adatta per la scrittura o la stampa, per questo motivo un’ampia gamma di additivi vengono utilizzati per ottenere le proprietà desiderate. Queste vengono applicate come rivestimento sulla superficie, formando la patina.

Gli agenti patinanti sono di solito polimeri studiati per ottenere una migliore superficie su cui scrivere. Sono impiegati l’amido, il Poliacetato di vinile (PVA) e molti altri prodotti per realizzare tipi diversi di carta. La patinatura può anche migliorare la superficie lisciandola. La matrice di fibra è rugosa e per renderla liscia si utilizza spesso il caolino. La carta patinata delle riviste per esempio, è ottenuta in questo modo. L’aspetto lucido (per esempio delle copertine delle riviste) è aggiunto successivamente alla stampa, applicando uno strato trasparente (come uno smalto) sulla la pagina stampata, è non è quindi una caratteristica originale della carta.

Altri additivi sono aggiunti per migliorare alcune caratteristiche della carta, in particolare la purezza del colore bianco.

TIPI DI CARTA

Sono più di 4000 i tipi di carta prodotti nel mondo, e molti di quelli più comuni nella nostra quotidianità sono riciclabili.

La Carta Riciclata

Per carta riciclata si intende quel tipo di carta prodotta con maceri, refili di stampa, resi di giornali o riviste, scatoloni o cartonaggi in genere ecc., cioè senza l’utilizzo di pasta di legno o cellulosa vergini.

L’impiego, ove possibile, di queste materie prime derivanti da prodotti cartari già utilizzati permette di limitare l’utilizzo di materie prime derivanti dal legno ai soli usi in cui è richiesta una migliore qualità, una maggiore resistenza della carta o un migliore grado di bianco. Diminuendo la necessità di legno, si evita un ulteriore disboscamento, salvaguardando in tal modo gli eco-equilibri, ed inoltre, il riutilizzo dei maceri limita il ricorso allo smaltimento degli stessi nelle discariche, con intuibili risparmi economici per la collettività.

La carta riciclata può venire anche disinchiostrata. In questo modo si raggiunge un miglior grado di bianco utilizzando anche carta da giornale stampata.

Carta Ecologica

La carta ecologica è la carta, di cellulosa o riciclata, per la cui produzione si è limitato al massimo il danno eco-ambientale e si sono ridotti il più possibile i consumi di acqua ed energia. Le cellulose devono essere prodotte con legnami per i quali si è provveduto ad un regolare e costante rimboschimento. Il processo di sbiancamento deve essere effettuato con procedimenti e prodotti che non danneggiano l’ambiente. Si evita l’utilizzo del cloro a favore dell’ossigeno e si evita che alcun prodotto dannoso vada disperso al di fuori dei circuiti interni della cartiera. Per le carte riciclate si preferisce la disinchiostrazione all’utilizzo di sbiancanti ottici, e gli inchiostri e le eventuali impurità eliminate devono essere stoccati per venire loro stessi poi riutilizzati per altri usi. Le stesse carte prodotte con l’utilizzo di rifiuti organici di difficile smaltimento, come le alghe, che in alcuni mari si sviluppano in modo eccessivo, possono dare un valido contributo all’ecologia.

ALTRO

La materia prima più usata attualmente per la produzione di carta è il legno, la ricerca del quale ha portato molte industrie della carta a contribuire alla deforestazione. Diversi grandi produttori asiatici, per esempio la Cina, con la connivenza dei governi locali interessati hanno sistematicamente devastato la foresta pluviale per anni. In questo modo sono state esposte ad eccessi di impoverimento ambientale le foreste dell’Indonesia, Malesia, Cambogia e Amazzonia.

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