Ci sono molti tipi di plastica e vista la varietà, molti di essi richiedono un processo di riciclo diverso . Molti prodotti utilizzano più tipi di plastica e quindi, se vogliamo riciclarli, dobbiamo scoprire che tipo di plastica compone le sue parti.

Un modo semplice è richiedere che ogni parte porti un marchio che indica la sua composizione. Questo metodo è sempre più utilizzato dai maggiori produttori.

Ma questo metodo esclude molti oggetti di plastica prodotti in passato e che verranno buttati via nei prossimi anni. Cosa si può fare? Come possiamo sapere di quale plastica sono composti questi oggetti?

LE MATERIE PLASTICHE

Sono dette materie plastiche quei materiali artificiali con struttura macromolecolare che in determinate condizioni di temperatura e pressione subiscono variazioni permanenti di forma. Si dividono in termoplastici, termoindurenti ed elastomeri. Le gomme, pur avendo chimicamente e tecnologicamente molti punti di contatto con le materie plastiche, non sono normalmente considerate tali.

Chimicamente, le materie plastiche sono generalmente il risultato della polimerizzazione di una quantità di molecole base (monomeri) per formare catene anche molto lunghe. Si parla di omopolimeri se il monomero è unico, copolimeri se il polimero è ottenuto da due o più monomeri diversi, e di leghe polimeriche se il materiale è il risultato della miscelazione di due monomeri che polimerizzano senza combinarsi chimicamente.

A tale base polimerica vengono poi aggiunte svariate sostanze (dette “cariche”) in funzione dell’applicazione cui la materia plastica è destinata. Tali sostanze possono essere plastificanti, coloranti, antiossidanti, lubrificanti ed altri componenti speciali atti a conferire alla materia plastica finita le desiderate proprietà di lavorabilità, aspetto e resistenza.

Caratteristiche

Le caratteristiche vantaggiose delle materie plastiche rispetto ai materiali metallici e non metallici sono la grande facilità di lavorazione, l’economicità, la colorabilità, l’isolamento acustico, termico, elettrico, meccanico (vibrazioni), la resistenza alla corrosione e l’inerzia chimica, nonché l’idrorepellenza e l’inattaccabilità da parte di muffe, funghi e batteri.

Lo smaltimento dei rifiuti plastici, quasi tutti non biodegradabili, avviene di solito per riciclaggio o per stoccaggio in discariche: bruciando materiali plasitici negli inceneritori infatti si genera diossina(solo per quanto riguarda i polimeri che contengono atomi di cloro nella loro molecola come ad esempio il PVC), un gas molto velenoso. Queste difficoltà hanno incentivato negli ultimi anni la diffusione della bioplastica.

Lavorazioni delle materie plastiche

Molte materie plastiche (nylon, teflon, plexiglass ecc.) si prestano bene per processi di produzione industriale con macchine utensili in modo del tutto analogo ai materiali metallici; per questo vengono spesso prodotte in semilavorati (barre, profilati, lastre eccetera) da cui i prodotti finiti (ad esempio boccole, rulli, anelli, perni, ruote) vengono ricavati con lavorazioni meccaniche.

La lavorazione più usata per produrre in serie oggetti di qualsiasi forma è lo stampaggio ad iniezione. Si fa con speciali presse, le presse per iniezione termoplastica che fondono i granuli di materia plastica e la iniettano ad alta velocità e pressione negli stampi.

Un altro processo che ha una buona applicazione nella produzione di prodotti in plastica è la termoformatura, dove si parte da granuli di polistirolo o polipropilene. Si tratta dell’estrusione di film o di lastre che vengono fatte passare, a temperatura adeguata, in uno stampo nel quale l’oggetto voluto viene forgiato con la pressione dell’aria compressa o dell’aria atmosferica, con attrezzature di produzione molto economiche.

TIPI DI PLASTICA

La plastica può essere divisa in due principali categorie: termoplastiche e termoindurenti.

TERMOPLASTICHE

Sono dette termoplastiche un gruppo di materie plastiche che acquistano malleabilità, cioè rammolliscono, sotto l’azione del calore.

Queste plastiche si riciclano facilmente. Se vengono riscaldate, possono essere ridotte in blocchi, che possono essere riutilizzati.

In questa fase possono essere modellate o formate in oggetti finiti e quindi per raffreddamento tornano ad essere rigide. Questo processo,teoricamente,può essere ripetuto più volte in base alle qualità delle diverse materie plastiche.

Tra i principali membri di questa famiglia troviamo il polietilene (PET), il polistirene (PS), il polipropilene (PP), il polivinilcloruro (PVC), polipropilene (PVC) e il poliammide (PA).

Polietilene

· PET (Polietilene Tereftalato): Consente di ottenere fogli sottili e leggeri. Resistente al calore fino a 250°C ed impermeabile ai gas.

Usi: Contenitori per liquidi, vaschette per frigo e forno.

· PEHD (Polietilene ad alta densità): È resistente agli urti.

Usi: Cosmetici, contenitori per detersivi, tubi per l’acqua

· PELD (Polietilene a bassa densità): Impermeabile ai gas e flessibile.

Usi: Sacchetti, imballaggi, pellicole per alimenti

Polistirene

PS (Polistirene o, meno comunemente, polistirolo): Duro e rigido.

Usi: Scotch per le auto, giocattoli, oggetti d’arredamento.

Polistirene espanso: Resina polistirenica a forma schiumosa; ha bassissimo peso specifico e conducibilità termica; buona elasticità.

Usi: Isolamento termico ed elettrico dei muri

Altri polimeri termoplastici

PVC (Polivinilcloruro o cloruro di polivinile): È la plastica più utilizzata. Ha buone proprietà meccaniche.

Usi: Finestre, serramenti esterni, giocattoli, bottiglie, contenitori, grondaie.

PP (Polipropilene): È la plastica più leggera. Resiste al calore ed agli agenti chimici. Ha un buon isolamento elettrico.

Usi: Nel settore casalingo, parti di elettrodomestici, imballaggi.

PA – Poliammide (Nylon): Una fra le prime plastiche scoperte. Resistente all’usura e non infiammabile.

Usi: Ingrannaggi, apparecchi radiotelevisivi, abbigliamento.

Resine acriliche: Simili al vetro perché sono trasparenti.

Usi: Fusori delle lampade, coperture trasparenti, oggetti d’arredamento.

Celluloide: La prima plastica in assoluto ad essere scoperta. Simile alla madreperla

Usi: Pettini, tasti, oggetti che imitano l’avorio.

TERMOINDURENTI

Sono un gruppo di materie plastiche che,dopo una fase iniziale di rammollimento dovute al riscaldamento,induriscono per effetto di reticolazione tridimensionale.

Le plastiche termoindurenti non possono essere riciclate. Gli oggetti vengono prodotti riscaldando la plastica e versandola in degli stampi.

Nella fase di rammollimento per effetto combinato di calore e pressione risultano formabili. Se questi materiali vengono riscaldati dopo l’indurimento non ritornano più a rammollire, ma si decompongono carbonizzandosi.

I principali membri di questa famiglia sono le formaldeidi. Vengono utilizzate per costruire le prese elettriche, le stoviglie di plastica e alcuni telefoni.

Resine termoindurenti

Resine fenoliche: Le caratteristiche dipendono dai materiali con cui sono mescolate.

Usi: Settore casalingo, mobili per televisori.

Resine ureiche: Dure e colorate. Hanno buone proprietà meccaniche e sono facilmente lavorabili.

Usi: Spine, prese, elettrodomestici, interruttori.

Resine melamminiche: Buona resistenza alle alte temperature e all’umidità.

Usi: Laminati, settore casalingo, arredamenti, vernici.

Resine epossidiche: Eccellente adesività, resistenza al calore e chimica. Inoltre possiedono buone proprietà meccaniche e sono ottimi isolanti elettrici.

Usi: Vernici, rivestimenti, adesivi e materiali compositi.

Resine poliesteri insature: Sono leggere, facilmente lavorabili e resistenti agli agenti atmosferici.

Usi: Piscine, coperture per tetti.

ELASTOMERI

La loro caratteristica principale è una grande deformabilità ed elasticità: possono essere sia termoplastiche che termoindurenti.

CLASSIFICAZIONE DELLA PLASTICA

Le plastiche si classificano con un sistema americano detto SPI, che consiste in un triangolo con un numero dentro. Ogni numero corrisponde a un tipo di plastica.

LE BUONE NOTIZIE

Circa il 100% della plastica presente nella spazzatura è termoplastica, che può essere riciclata. Prima di riciclarla, occorre separare i vari tipi (polietilene, polipropilene, ecc.).

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